Probabilmente tutti siamo al corrente di quanto è accaduto agli Apicoltori del Nord Italia, mi riferisco agli innumerevoli sciami decimati dai veleni, partendo da quanto accaduto, che per altro è di rilevante importanza, allarghiamo un pochino il discorso. Si è fatto e si continua a fare, come giusto che sia, del problema della spazzatura campana, un evento di portata “mondiale”, non voglio essere frainteso il problema esiste quindi che se ne parli mi pare corretto, tuttavia, allo stato odierno, che io sappia, non si sono verificate morie di massa delle api… perchè ?? Probabilemente la risposta sta nel fatto che, come ben sappiamo, esistono veleni “visibili” di cui si percepisce anche l’odore ed altri “invisibili” che restano sconosciuti anche all’olfatto. Mi riferisco a tutti quei trattamenti a cui sono sottoposte le colture per far in modo che vengano su “perfette”… ma il prezzo da pagae qual’è ? Le api, che possono essere considerate degli indicatori dello stato di salute dell’ambiente, sono le prime a risentire di questi agenti ecco, quindi, che il problema si allarga e si sposta da questi piccoli insetti all’uomo… certo non bisogna provocare allarmismo, non c’è ne bisogno ma tuttavia chiedersi cosa possono provocare sulla salute dell’uomo è lecito. La spazzatura è visibile e in un cetro senso “controllabile” (una piccola parentesi per i turisti, NON TUTTA LA CAMPANIA E’ “SOMMERSA” DALLA SPAZZATURA, ma si sa associare Campania = Napoli = spazzatura è semplice) invece i veleni che si usano in agricoltura per quanto controllati restano sempre veleni e possono agire in maniera silenziosa e senza clamore. Speriamo che chi di dovere prenda le giuste misure perchè, forse, è meglio mangiare una mela un pò bacata che piuttosto mangiarne una bella e lucida che, forse, assomiglia troppo a quella delle fiabe.
- i. bortone -


