Ci sono periodi della vita in cui il tuo correre veloce mette in difficoltà la vita stessa, altri in cui è lei a correre e tu non hai né fiato né gambe per starle dietro.
Sono momenti strani che non vedi arrivare e fai fatica perfino ad accettare, eppure la vita è li davanti a te che ti guarda e si fa beffe del tuo del tuo arrancare e corre, corre… Dio come corre…
Sai bene che tu senza lei semplicemente “non saresti” e lei senza te non avrebbe modo di esplicitarsi, l’uno all’altro legati eppure, a volte, tanto distanti da essere quasi contrapposti, nemici su un campo di battaglia.
A questo punto vi sarete chiesti “vediamo questo dove va a parare”, vi sembrerà strano eppure non lo so neanche io, sono quei pensieri (forse un poco sconnessi) che ti prendono di tanto in tanto, magari quando sei solo nel silenzio della tua camera oppure imbottigliato nel caos della metropolitana nell’ora di punta.
Pensieri inutili direte voi, “probabilmente si” vi potrei rispondere io, eppure penso che in fondo a qualche cosa possano servire.
Ebbene si avete letto (e capito) bene, credo che in fondo possano ritornare utili a farci fermare un attimo a riflettere che in fondo corri, corri ma poi sai davvero dove stai andando? io al momento non lo so o perlomeno non me lo ricordo più, ed allora anzichè correre appresso alla mia vita (che tanto corre molto più veloce di me) mi piacerebbe potermi sedere un momento, magari al tavolino di un caffè, ed attendere che la mia vita non vedendomi arrivare torni indietro e, trovandomi seduto davanti a due tazzine di caffè, si avvicini e mi chieda “scusa siccome sono un poco stanca posso riposarmi un poco e magari bere uno di quei due caffè ?” e a questo punto io le direi “ti stavo aspettando sapevo che saresti tornata indietro a berlo con me”.
Ciò che scrivi lascia riflettere…