Morigerati un Centro da visitare.

26 marzo 2008
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Come mi ero prefissato, mi sono recato a visitare il piccolo borgo di Morigerati (Sa).

Si giunge tramite una strada suggestiva che si inerpica e snoda nel verde della montagna svelando a tratti il piccolo abitato, ciò diviene una sorta di “filtro” che prepara la mente ad un ritmo di vita più pacato e lento, lo stesso che si respira a Morigerati.

Il Centro Storico, non molto grande ma abbastanza conservato, conserva un sapore medioevale, i vicoli stretti, che generano una compressione dello spazio, in alcuni punti si aprono a formare slarghi o “balconate” sui monti circostanti e verso il vicino paese Sicilì.

L’opera di recupero del Centro Storico per la riconversione in “Paese Albergo” è visibile, nel complesso, infatti, risulta ben organizzato e mantenuto anche se non mancano edifici sui quali andrebbero effettuate opere di conservazione.

L’identità materica del luogo, essenzialmente la pietra ed il legno, risultano ben conservate e riproposte, tuttavia non mancano interventi, per ora limitati, in cui l’utilizzo di cemento e tinte che non rispettano a pieno la tavolozza delle terre locali (probabilmente colori ai silicati) hanno generato la “perdita della storicità” a vantaggio di una “modernità cromatica” che non si sposa a pieno con il contesto architettonico – ambientale, personalmente consiglierei, ove si vogliano recuperare o riproporre le finiture esistenti, l’utilizzo di calce mescolata con terre locali.

Nel complesso Morigerati è un interessante Centro da visitare e presso il quale trascorre le proprie vacanze, grazie al sistema “Paese Albergo” in via di crescita, oltre alle bellezze architettoniche, infatti, offre un interessante sistema ambientale tutto da conoscere.

– I. Bortone –

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Sempre più su!!

17 marzo 2008
Dove finiremo? In questi ultimi tempi il prezzo della benzina (e del diesel) ai distributori è in continuo aumento, certo l’economia mondiale impone continui rialzi, certo la risorsa scarseggia ed il prezzo aumenta in rapporto alla richiesta, certo le tasse che gravano sui carburanti probabilmente andrebbero rivisitate… la verità è una: c’è bisogno di una inversione di tendenza !!

Si impone il bisogno di rivalutare sistemi di energia alternativa e, conseguentemente, nuove tecnologie capaci di ridurre le emissioni nocive. Certamente è difficile innescare tale processo anche nell’ottica di una economia basata sul petrolio che già soffre di equilibri precari, senza dubbio nuove fonti di energia contribuirebbero a destabilizzare ulteriormente il sistema, ma che fare ?

Siamo ad un bivio ed il pianeta, oltre che l’economia personale sempre più provata, ci chiedono di effettuare scelte coraggiose. Per troppo tempo si è rimandato l’inevitabile, adesso non è più possibile, bisogna investire sulla ricerca, sulle nuove tecnologie, sulle fonti rinnovabili… SUI CERVELLI ITALIANI.


Morigerati: interessante progetto

9 marzo 2008
Sul mensile di informazione “Mediterraneo” – febbraio 2008 – ideato e fondato dalla Comunità Montana Lambro e Mingardo, ho avuto modo di leggere un interessante articolo, scritto da Vito Sansone, dal titolo “Paese Albergo”. Il luogo in questione è Morigerati, un paese tra le colline del Golfo di Policastro (SA), dove attraverso un organico piano è stato recuperato e riconvertito ad attività ricettiva buona parte del patrimonio storico – architettonico locale. Pur non avendo ancora visitato tale paese, cosa che farò al più presto, ritengo che tale interveto si muova nel giusto senso, cioè quello del recupero e quindi valorizzazione di quella che è la cultura locale. Offrire Servizi di ospalità e non solo, permette la rivitalizzazione dei Centri Storici innescando, conseguentemente, un sistema di eliminazione del degrado architettonico oltre che incremento dell’economia locale. Morigerati è un modello da comprendere e seguire se si vuole veramente tutelare la cultura locale. Certamente ritornerò sull’argomento Morigerati non appena avrò modo di visitare questo caratteristico Centro Storico tra l’altro inserito nell’Oasi WWF grazie alle grotte della risorgiva del Bussento.

– I. Bortone –


L’importanza dei Centri Storici

3 marzo 2008
Oggi più che mai i Centri Storici sono i custodi di una memoria del costruire ormai del tutto scomparsa, una Scienza dell’Architettura “pratica” tramandata in maniera orale, quindi non codificata, da una maestranza all’altra, durante il corso dei secoli. Gli stessi materiali che caratterizzano le Architetture dei Centri Storici, la pietra, il legno, il cotto, ci parlano di un rapporto con il “tempo” dell’Architettura che oggi non si verifica più, un rapporto legato alla ricerca del materiale, il più delle volte quello locale, della sua lavorazione da parte di sapienti mestri ed infine della sua posa in opera per realizzare l’unità architettoica. La capacità di ogni Centro Storico di crescere su se stesso, ci restituisce una stratigrafia storico – architettonica delle diverse epoche, così accade che accanto o addirittura sullo stesso edificio si possano riscontrare elementi tipici medioevali perfettamente integrati con elementi barocchi o ancora che influssi provenienti da diverse culture si fondano in un’unica struttura architettonica. Questa peculiarità deriva dal fatto che la “crescita” spesso è slegata da qual si voglia tipologia di Piano Regolatore ed è realizzata per aggiunte successive ad una originaria struttura Architettonica, sicchè anche quando è possibile riscontrare una matrice “geometrica” originaria, si pensi ai Centri Storici nati in epoca romana e quindi basati su “decumani” e “cardi”, questa è stata solo il punto di partenza per una crescita che nei secoli si è verificata per singoli elementi architetoonici che non di rado si sono fusi per generarne uno nuovo. La ricchezza culturale che un Centro Storico offre è certamente da tutelare ponendo particolare attenzione agli interventi che in esso si vanno a realizzare, avendo anche il coraggio di soluzioni “moderne” che però si muovano nel rispetto della storia e quindi dell’edificio in quanto custode materico di quest’ultima. Non sono da scartare a priori anche interventi legati alle energie sostenibili, il fotovoltaico, ad esempio, è senza dubbio un interessante elemento da non destinare solo alle nuove costruzioni ma da integrare anche nei Centri Storici. Senza dubbio ciò comporta maggiori problematiche di impatto visivo, realizzare una corretta integrazione che non si limiti all’ “appiccicatura” dei pannelli fotovoltaici sul tetto non è una impresa impossibile. I Centri Storici negli ultimi decenni hanno subito, e continuano a subire, un preoccupante spopolamento, meritano di essere valorizzati perchè hanno tutte le potenzialità per divenire una fonte di ricchezza per i Comuni che hanno la capacità di investire correttamente in essi.

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