Campania “piano casa 2011”

11 gennaio 2011

Ho già avuto modo di segnalare il Piano Casa promulgato dalla Regione Campania tuttavia, recentemente, in data 5 gennaio 2011, è stata emanata la Legge Regionale n°1 “MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 2009, N. 19 (MISURE URGENTI PER IL RILANCIO ECONOMICO, PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO ESISTENTE, PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO E PER LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA) E ALLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 2004, N. 16 (NORME SUL GOVERNO DEL TERRITORIO)”

Cliccando QUI si possono scaricare sia le modifiche che il testo coordinato della Legge in formato PDF

Annunci

Grande Lucania -vs- Principato di Salerno. Chi vincerà ?

4 gennaio 2011

Periodicamente a cura di comitati civici, associazioni, politici, viene rilanciata l’idea più o meno realistica di distaccarsi dalla Regione Campania per creare una nuova entità territoriale in grado di soddisfare i sogni e/o gli impulsi di riappropriarsi delle proprie identità culturali.
Accade così che anche il Presidente della Provincia di Salerno, On. Edmundo Cirielli, si sia fatto affascinare da questa idea facendosi “promotore” presso i Comuni cilentani, e non solo, di un nuovo impulso “secessionistico” (perdonatemi l’uso di un termine così forte).
Questa volta però non si tratta di “Grande Lucania” intesa come nuova Regione in grado di riprendere in qualche modo i confini territoriali e culturali della Lucania del periodo Romano, bensì del “Principato di Salerno”, territorialmente comprendente tutti (o buona parte) dei Comuni che si trovano al di sotto di Salerno.
Questo nuovo impulso, a quanto pare, nasce dalla volonta di distaccarsi da quel “napolicentrismo” che spesso soffoca la parte più estrema del territorio Campano che, a torto, finisce con l’identificarsi nella “periferia napoletana”.
E’ innegabile che tale problema sussista e che Napoli, politicamente – geograficamente – culturalmente, spesso (magari involontariamente) finisca con il soffocare la cultura tipica cilentana, la quale, da decenni rivendica una propria autonomia ed identità, tuttavia, e questa è opinione personale, non credo che la strada del “Principato di Salerno” sia la più opportuna da percorrere.
La costituzione di una nuova Regione dovrebbe basarsi su un sistema di identità geografico-culturale condivisa, il “Principato di Salerno” invece, storicamente parlando, non rappresenta tutto ciò, ecco quidi che si finirebbe con il proporre una nuove Regione che cerchi in qualche modo nuovamente di accostare culture lontane come possono essere quella cilentana e quella salernitana.
Mettendo da parte quanto appena accennato e riconoscendo che in qualche modo tutto ciò possa essere fatto, si pone sul tavolo un nuovo problema: il turismo.
Napoli rappresenta una meta turistica mondialmente riconosciuta, posto per assurdo che si riesca in breve tempo ad annullare il divario “pubblicitario” che divide la vecchia Campania dalla nuova Regione venutasi a creare, probabilmente si finirebbe con il passare dal “napolicentrismo” al “salernocentrismo” con l’unico vantaggio di essere solo più vicini.
Nelle immediate vicinanze di Salerno (escludendo volontariamente Salerno stesso) ci sono località turistiche che già attualmente rappresentano forti attrattori turistici, parlo di località quali Vietri sul Mare ed Amalfi solo per fare un sintetico e riduttivo esempio.

A mio modestissimo parere entrambe le scelte che vedono la costituzione di una nuova Regione non sono strade percorribili, tuttavia vi sarebbe una terza soluzione che vede come soggetto principale il Cilento, territorio che attualmente paga il prezzo più pesante al “napolicentrismo”.
Partiamo dalla già citata identità culturale, il Cilento ha sempre fatto parte della “Lucania” (attuale Basillicata) qui stanziavano le genti di lingua osca, spiega il geografo greco Strabone:
«La Lucania […] [si estende] dal fiume Lao, mentre fino a Metaponto dalla parte del golfo di Sicilia [lo Ionio]. Esterna all’Italia è la zona tarantina, che è vicina a Metaponto, e gli abitanti Iapigi […]. Poi il nome di Italia e di Enotria si estese anche fino a Metaponto e alla Siritide […]. Dunque la Lucania sta  tra la costa tirrenica e quella siciliana, dal Sele al Laus, e da Metaponto a Thurii; sul continente, va dai Sanniti all’istmo da Thurii a Cerilli, vicino al Lao: l’istmo misura trecento stadi [55,5 km]» (Strabone, Geografia, VI, 4)
Per quanto rigurada gli assetti economici ritengo (ma non sono un esperto) che la Basilicata avrebbe tutto da guadagnare, così come il Cilento, da questa ricongiunzione socio-territoriale.
E’ indubbio che l’area cilentana rappreseti un importante sbocco turistico, sul Mare Tirreno, per la Regione Basilicata che, a questo punto, non potrebbe non sfruttare località turistiche quali Marina di Camerota, Palinuro, Ascea ecc. incentivando investimenti turistici in quest’area territoriale.
Per finire ritengo che la scelta più logica, sia dal lato economico che culturale, non sia quella della creazione di una nuova Regione bensì quella dell’annessione terriole ad una già esistente questa volta, però, sulla base non di segni politici tracciati su una mappa quanto piuttosto sullo studio ed il riconoscimento di identità culturali e territoriali omogenee.


Buon Anniversario ITALIA

1 gennaio 2011


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: