Grande Lucania -vs- Principato di Salerno. Chi vincerà ?

Periodicamente a cura di comitati civici, associazioni, politici, viene rilanciata l’idea più o meno realistica di distaccarsi dalla Regione Campania per creare una nuova entità territoriale in grado di soddisfare i sogni e/o gli impulsi di riappropriarsi delle proprie identità culturali.
Accade così che anche il Presidente della Provincia di Salerno, On. Edmundo Cirielli, si sia fatto affascinare da questa idea facendosi “promotore” presso i Comuni cilentani, e non solo, di un nuovo impulso “secessionistico” (perdonatemi l’uso di un termine così forte).
Questa volta però non si tratta di “Grande Lucania” intesa come nuova Regione in grado di riprendere in qualche modo i confini territoriali e culturali della Lucania del periodo Romano, bensì del “Principato di Salerno”, territorialmente comprendente tutti (o buona parte) dei Comuni che si trovano al di sotto di Salerno.
Questo nuovo impulso, a quanto pare, nasce dalla volonta di distaccarsi da quel “napolicentrismo” che spesso soffoca la parte più estrema del territorio Campano che, a torto, finisce con l’identificarsi nella “periferia napoletana”.
E’ innegabile che tale problema sussista e che Napoli, politicamente – geograficamente – culturalmente, spesso (magari involontariamente) finisca con il soffocare la cultura tipica cilentana, la quale, da decenni rivendica una propria autonomia ed identità, tuttavia, e questa è opinione personale, non credo che la strada del “Principato di Salerno” sia la più opportuna da percorrere.
La costituzione di una nuova Regione dovrebbe basarsi su un sistema di identità geografico-culturale condivisa, il “Principato di Salerno” invece, storicamente parlando, non rappresenta tutto ciò, ecco quidi che si finirebbe con il proporre una nuove Regione che cerchi in qualche modo nuovamente di accostare culture lontane come possono essere quella cilentana e quella salernitana.
Mettendo da parte quanto appena accennato e riconoscendo che in qualche modo tutto ciò possa essere fatto, si pone sul tavolo un nuovo problema: il turismo.
Napoli rappresenta una meta turistica mondialmente riconosciuta, posto per assurdo che si riesca in breve tempo ad annullare il divario “pubblicitario” che divide la vecchia Campania dalla nuova Regione venutasi a creare, probabilmente si finirebbe con il passare dal “napolicentrismo” al “salernocentrismo” con l’unico vantaggio di essere solo più vicini.
Nelle immediate vicinanze di Salerno (escludendo volontariamente Salerno stesso) ci sono località turistiche che già attualmente rappresentano forti attrattori turistici, parlo di località quali Vietri sul Mare ed Amalfi solo per fare un sintetico e riduttivo esempio.

A mio modestissimo parere entrambe le scelte che vedono la costituzione di una nuova Regione non sono strade percorribili, tuttavia vi sarebbe una terza soluzione che vede come soggetto principale il Cilento, territorio che attualmente paga il prezzo più pesante al “napolicentrismo”.
Partiamo dalla già citata identità culturale, il Cilento ha sempre fatto parte della “Lucania” (attuale Basillicata) qui stanziavano le genti di lingua osca, spiega il geografo greco Strabone:
«La Lucania […] [si estende] dal fiume Lao, mentre fino a Metaponto dalla parte del golfo di Sicilia [lo Ionio]. Esterna all’Italia è la zona tarantina, che è vicina a Metaponto, e gli abitanti Iapigi […]. Poi il nome di Italia e di Enotria si estese anche fino a Metaponto e alla Siritide […]. Dunque la Lucania sta  tra la costa tirrenica e quella siciliana, dal Sele al Laus, e da Metaponto a Thurii; sul continente, va dai Sanniti all’istmo da Thurii a Cerilli, vicino al Lao: l’istmo misura trecento stadi [55,5 km]» (Strabone, Geografia, VI, 4)
Per quanto rigurada gli assetti economici ritengo (ma non sono un esperto) che la Basilicata avrebbe tutto da guadagnare, così come il Cilento, da questa ricongiunzione socio-territoriale.
E’ indubbio che l’area cilentana rappreseti un importante sbocco turistico, sul Mare Tirreno, per la Regione Basilicata che, a questo punto, non potrebbe non sfruttare località turistiche quali Marina di Camerota, Palinuro, Ascea ecc. incentivando investimenti turistici in quest’area territoriale.
Per finire ritengo che la scelta più logica, sia dal lato economico che culturale, non sia quella della creazione di una nuova Regione bensì quella dell’annessione terriole ad una già esistente questa volta, però, sulla base non di segni politici tracciati su una mappa quanto piuttosto sullo studio ed il riconoscimento di identità culturali e territoriali omogenee.

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8 Responses to Grande Lucania -vs- Principato di Salerno. Chi vincerà ?

  1. Un lucano ha detto:

    Salve, il progetto della Grande Lucania ha solide giustificazioni a mio parere. Tuttavia se si riconfigurassero i confini amministrativi della “regione” lucana su base storica e socioculturale e quindi si inglobassero quei territori del Vallo di Diano e Cilento attualmente amministrati dalla regione Campania, bisognerebbe espellere dalla Lucania i territori dell’attuale Basilicata orientale (nel Materano) al di là del Bradano e restituirli alla Puglia.

    Per fare le cose bene, 3 entità distinte: Lucania (provincia di Potenza e parte dell’attuale provincia di Salerno), Puglia (con Foggiano, Materano e Barese) e Salento (Brindisi, Taranto, Lecce).

  2. Gianluca ha detto:

    E pensate se in tutta Europa venisse ad accadere il ricongiungimento delle varie identità divise da secoli. Questa sarebbe l’Europa dei popoli e non degli stati. Bisognerebbe tornare a ridefinire i confini territoriali così come erano prima del dominio dell’antica Roma.

    P.s. La mappa qui sopra risale già all’epoca romana ed infatti include alcune terre al di là del Bradano, terre in cui i lucani non ci furono mai stati. ( http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cd/Lucania_da_The_Historical_Atlas%2C_by_William_R._Shepherd%2C_1911.png )

  3. Crazy ha detto:

    E se invece di creare ulteriori regioni decidessimo di unire le forze per sfuggire dai 2 mega-poli del meridione?
    Grazie ad una mano da parte di 1 regione cardine, la Basilicata, dalle ceneri di 2 fallimenti regionali potrebbe sorgere 1 nuovo grande progetto.
    Le tre province salentine di Taranto-Brindisi-Lecce e quella di Salerno chiedono l’accorpamento alla Basilicata.
    Il tutto a beneficio dei suddetti mega-poli che, perse le rispettive province/colonie, potrebbero finalmente concentrare il 100% dei loro sforzi sui territori d’elezione.
    Vorrei conoscere il vostri pareri e contare gli interessati. voce dal Salento

  4. Giovanni ha detto:

    Beh, è palese che la gente del Cilento e Vallo di Diano sia più simile a noi lucani che ai campani, inoltre le loro tradizioni e la cultura sono le stesse ancora oggi diffuse in Basilicata. E che dire dei toponimi? Vallo della Lucania, Atena Lucana…
    La soluzione è ricongiungerci! Cilento e Vallo di Diano, sareste i benvenuti in Basilicata! (Magari ribattezzata con il nome originario, “Lucania”…)

  5. pietro ha detto:

    Concordo con l’autore, specialmente per ciò che dice alla fine dell’articolo; sarebbe la strada giusta da seguire per le popolazioni lucane del cilento. Felice anno!

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