mostra evento NIB-GAS

4 gennaio 2013

NIB-GAS è una grande mostra/evento dedicata ai Giovani Architetti Salernitani che a partire dal 27 maggio e fino al 2 giugno 2013 si svolgerà presso l’ex tabacchificio Centola in Pontecagnano Faiano (SA).

Simile al fuorisalone del Design milanese ogni partecipante avrà a disposizione uno spazio dedicato entro cui poter promuovere il proprio lavoro, presentandosi nel migliore dei modi al pubblico ed ai media.

L’evento si inserisce all’interno di uno più ampio che avrà la durata di circa un mese (maggio 2013) ed organizzato da Newitalianblood, qui saranno annunciati e presentati anche la quinta edizione dei premi nazionali “Top10 Under 36” Nib 2013 architettura, paesaggio e design, le mostre dei progetti per il recupero dei “Buchi Neri” in Campania e il concorso internazionale “Green Boulevards” Viali alberati del terzo millennio.
Esposizioni, dibattiti, Workshop faranno da cornice ad una manifestazione che ha tutte le carte in regola per diventare un evento da ripetere annualmente.

In tutto ciò io potevo mancare? …non scherziamo certo che no!

maggiori info:
www.newitalianblood.com
nibgas.wordpress.com
info@newitalianblood.com

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Ottimismo…

1 gennaio 2013

Un nuovo anno ha avuto inizio, su quello che è appena trascorso si potrebbe (dovrebbe) dire tanto ma in fondo, a ben pensarci, a cosa servirebbe?
A dispetto di tanti (Maya compresi) il 2013 è arrivato, carico di apettative, sogni, desideri che forse mai si realizzeranno o forse, ci piace pensarlo, tutto sarà come noi vogliamo perchè se è vero che “a pensar male non si sbaglia mai” è altrettanto vero che l’ottimismo aiuta a vivere meglio, ed in un tempo come quello che stiamo attraversando io preferisco stare con gli ottimisti.

Lo so, già vi sento che bisbigliate cose del genere -“cosa avrà da essere tanto ottimista?”- beh, dovrei darvi una risposta, immagino, ma non mi va!
Forse l’ottimismo è uno stato della mente (e quindi credo che non abbia spiegazione) forse il pessimismo non ha un reale utilità, fatto sta che questo 2013 voglio (vorrei) vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, anche se in molti tenteranno di svuotarlo.

Ecco l’idea per il 2013… non vi auguro ricchezza, felicità, vincite al lotto o a qualsiasi altro gioco, non vi auguro di avere tutto ciò che desiderate (anche perchè diciamucelo pure non è credibile) vi auguro però una cosa sola, l’Ottimismo, quello con la “O” maiuscola, quello che vi farà alzare tutte le mattine e vi farà vedere il sole anche se piove, vi farà sentire caldo anche se fa freddo, che vi farà credere che ogni giorno che viviate sia migliore del precedente e peggiore del successivo, vi auguro un bicchiere sempre mezzo pieno, perchè siate voi con le vostre scelte a rimpirlo completamente.


Pensieri (forse un poco sconnessi)

9 ottobre 2011

Ci sono periodi della vita in cui il tuo correre veloce mette in difficoltà la vita stessa, altri in cui è lei a correre e tu non hai né fiato né gambe per starle dietro.
Sono momenti strani che non vedi arrivare e fai fatica perfino ad accettare, eppure la vita è li davanti a te che ti guarda e si fa beffe del tuo del tuo arrancare e corre, corre… Dio come corre…
Sai bene che tu senza lei semplicemente “non saresti” e lei senza te non avrebbe modo di esplicitarsi, l’uno all’altro legati eppure, a volte, tanto distanti da essere quasi contrapposti, nemici su un campo di battaglia.
A questo punto vi sarete chiesti “vediamo questo dove va a parare”, vi sembrerà strano eppure non lo so neanche io, sono quei pensieri (forse un poco sconnessi) che ti prendono di tanto in tanto, magari quando sei solo nel silenzio della tua camera oppure imbottigliato nel caos della metropolitana nell’ora di punta.
Pensieri inutili direte voi, “probabilmente si” vi potrei rispondere io, eppure penso che in fondo a qualche cosa possano servire.
Ebbene si avete letto (e capito) bene, credo che in fondo possano ritornare utili a farci fermare un attimo a riflettere che in fondo corri, corri ma poi sai davvero dove stai andando? io al momento non lo so o perlomeno non me lo ricordo più, ed allora anzichè correre appresso alla mia vita (che tanto corre molto più veloce di me) mi piacerebbe potermi sedere un momento, magari al tavolino di un caffè, ed attendere che la mia vita non vedendomi arrivare torni indietro e, trovandomi seduto davanti a due tazzine di caffè, si avvicini e mi chieda “scusa siccome sono un poco stanca posso riposarmi un poco e magari bere uno di quei due caffè ?” e a questo punto io le direi “ti stavo aspettando sapevo che saresti tornata indietro a berlo con me”.


Grande Lucania -vs- Principato di Salerno. Chi vincerà ?

4 gennaio 2011

Periodicamente a cura di comitati civici, associazioni, politici, viene rilanciata l’idea più o meno realistica di distaccarsi dalla Regione Campania per creare una nuova entità territoriale in grado di soddisfare i sogni e/o gli impulsi di riappropriarsi delle proprie identità culturali.
Accade così che anche il Presidente della Provincia di Salerno, On. Edmundo Cirielli, si sia fatto affascinare da questa idea facendosi “promotore” presso i Comuni cilentani, e non solo, di un nuovo impulso “secessionistico” (perdonatemi l’uso di un termine così forte).
Questa volta però non si tratta di “Grande Lucania” intesa come nuova Regione in grado di riprendere in qualche modo i confini territoriali e culturali della Lucania del periodo Romano, bensì del “Principato di Salerno”, territorialmente comprendente tutti (o buona parte) dei Comuni che si trovano al di sotto di Salerno.
Questo nuovo impulso, a quanto pare, nasce dalla volonta di distaccarsi da quel “napolicentrismo” che spesso soffoca la parte più estrema del territorio Campano che, a torto, finisce con l’identificarsi nella “periferia napoletana”.
E’ innegabile che tale problema sussista e che Napoli, politicamente – geograficamente – culturalmente, spesso (magari involontariamente) finisca con il soffocare la cultura tipica cilentana, la quale, da decenni rivendica una propria autonomia ed identità, tuttavia, e questa è opinione personale, non credo che la strada del “Principato di Salerno” sia la più opportuna da percorrere.
La costituzione di una nuova Regione dovrebbe basarsi su un sistema di identità geografico-culturale condivisa, il “Principato di Salerno” invece, storicamente parlando, non rappresenta tutto ciò, ecco quidi che si finirebbe con il proporre una nuove Regione che cerchi in qualche modo nuovamente di accostare culture lontane come possono essere quella cilentana e quella salernitana.
Mettendo da parte quanto appena accennato e riconoscendo che in qualche modo tutto ciò possa essere fatto, si pone sul tavolo un nuovo problema: il turismo.
Napoli rappresenta una meta turistica mondialmente riconosciuta, posto per assurdo che si riesca in breve tempo ad annullare il divario “pubblicitario” che divide la vecchia Campania dalla nuova Regione venutasi a creare, probabilmente si finirebbe con il passare dal “napolicentrismo” al “salernocentrismo” con l’unico vantaggio di essere solo più vicini.
Nelle immediate vicinanze di Salerno (escludendo volontariamente Salerno stesso) ci sono località turistiche che già attualmente rappresentano forti attrattori turistici, parlo di località quali Vietri sul Mare ed Amalfi solo per fare un sintetico e riduttivo esempio.

A mio modestissimo parere entrambe le scelte che vedono la costituzione di una nuova Regione non sono strade percorribili, tuttavia vi sarebbe una terza soluzione che vede come soggetto principale il Cilento, territorio che attualmente paga il prezzo più pesante al “napolicentrismo”.
Partiamo dalla già citata identità culturale, il Cilento ha sempre fatto parte della “Lucania” (attuale Basillicata) qui stanziavano le genti di lingua osca, spiega il geografo greco Strabone:
«La Lucania […] [si estende] dal fiume Lao, mentre fino a Metaponto dalla parte del golfo di Sicilia [lo Ionio]. Esterna all’Italia è la zona tarantina, che è vicina a Metaponto, e gli abitanti Iapigi […]. Poi il nome di Italia e di Enotria si estese anche fino a Metaponto e alla Siritide […]. Dunque la Lucania sta  tra la costa tirrenica e quella siciliana, dal Sele al Laus, e da Metaponto a Thurii; sul continente, va dai Sanniti all’istmo da Thurii a Cerilli, vicino al Lao: l’istmo misura trecento stadi [55,5 km]» (Strabone, Geografia, VI, 4)
Per quanto rigurada gli assetti economici ritengo (ma non sono un esperto) che la Basilicata avrebbe tutto da guadagnare, così come il Cilento, da questa ricongiunzione socio-territoriale.
E’ indubbio che l’area cilentana rappreseti un importante sbocco turistico, sul Mare Tirreno, per la Regione Basilicata che, a questo punto, non potrebbe non sfruttare località turistiche quali Marina di Camerota, Palinuro, Ascea ecc. incentivando investimenti turistici in quest’area territoriale.
Per finire ritengo che la scelta più logica, sia dal lato economico che culturale, non sia quella della creazione di una nuova Regione bensì quella dell’annessione terriole ad una già esistente questa volta, però, sulla base non di segni politici tracciati su una mappa quanto piuttosto sullo studio ed il riconoscimento di identità culturali e territoriali omogenee.


Nucleare… siamo veramente convinti??

1 marzo 2009

Di recente è stata firmata l’intesa tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Presidente francese Sarkozy, intesa che porterà l’Italia nuovamente sulla rotta delle energie provenienti dal nucleare. Al di la dei vari colori politici di cui si è tinto e si tinge il nucleare italiano, cosa che francamente non mi interessa, mi sorgono spontanee delle domande.
In primo luogo siamo veramente convinti che il nucleare sia la strada giusta oppure ve ne sono altre altrettanto perseguibili in tempi anche più ristretti?
Il problema energetico si fa sempre più grande è lo svincolo dalle fonti non rinnovabili urge, tuttavia, ma questa è solo una personale considerazione, credo che nel tempo, il nucleare, almeno quello che noi conosciamo, possa dare altre problematiche. Mi riferisco allo smaltimento dei rifiuti altamente pericolosi prodotti dalle centrali, chi si accollerà tale carico? dove verranno smaltiti? e soprattutto per quanto tempo potremo smaltirli in maniera corretta tenuto conto che i rifiuti radioattivi restano così per molte decine di anni?
Forse sarebbe stato molto più opportuno puntare sulle energie che derivano dal sole e dal vento, proprio come ha fatto la Spagna dove, in breve tempo, è stata installata una potenza eolica pari 3500 MW. Certo c’è chi dice che l’eolico genera un forte impatto ambientale ma avete mai pensato a cosa è una centrale nucleare? senza dubbio una pala eolica la si può costruire velocemente ed altrettanto velocemente tirare giù senza che ciò comporti gravi problemi al paesaggio, per una centrale nucleare vale lo stesso ragionamento oppure l’intervento diventa altamente invasivo?
In fine credo che si possa generare tutta l’energia che si vuole ma se non si riducono gli sprechi energetici sarà sempre come versare acqua in un bicchiere pieno di fori.


La “Maschera”

4 maggio 2008

A volte penso che Pirandello abbia fatto la più grande delle scoperte…
Avete mai pensato ad un mondo dove nessuno di noi indossi una “Maschera” ?, si perchè tutti lo facciamo, la “Maschera” è quel filtro che ci impedisce di dire ciò che pensiamo, ciò che crediamo, che smussa ogni nostra parola e ci fa relazionare con gli altri cercando di evitare possibili attriti.
Certo mi potreste rispondere che allora il mondo in cui viviamo è totalmente falso, ed in fondo a ben pensarci è così, ma quante volte ognuno di noi ha dovuto ben riflettere prima di dire ciò che pensa ? ecco quindi che la famosa “Maschera” entra in gioco, fa parte di noi ed è quella che ci consente di relazionarci, la nostra “P.R”.
Decidere di non usare la “Maschera” è possibile, ma il prezzo da pagare può essere alto, si finisce spesso con l’essere emarginati, si è “pazzi” perchè si parla una lingua incomprensibile che non ha possibilità di essere tradotta, si è bambini perchè loro vivono senza “Maschera”.
La vita è saper utilizzare nel modo giusto la “Maschera”, senza divenire schiavi di essa e senza rinnegarla completamente, “la vita è un sapiente equilibrio tra pazzia e ragione”.

– i. bortone –


Veleni del “Nord” e veleni del “Sud”…

11 aprile 2008

Probabilmente tutti siamo al corrente di quanto è accaduto agli Apicoltori del Nord Italia, mi riferisco agli innumerevoli sciami decimati dai veleni, partendo da quanto accaduto, che per altro è di rilevante importanza, allarghiamo un pochino il discorso. Si è fatto e si continua a fare, come giusto che sia, del problema della spazzatura campana, un evento di portata “mondiale”, non voglio essere frainteso il problema esiste quindi che se ne parli mi pare corretto, tuttavia, allo stato odierno, che io sappia, non si sono verificate morie di massa delle api… perchè ?? Probabilemente la risposta sta nel fatto che, come ben sappiamo, esistono veleni “visibili” di cui si percepisce anche l’odore ed altri “invisibili” che restano sconosciuti anche all’olfatto. Mi riferisco a tutti quei trattamenti a cui sono sottoposte le colture per far in modo che vengano su “perfette”… ma il prezzo da pagae qual’è ? Le api, che possono essere considerate degli indicatori dello stato di salute dell’ambiente, sono le prime a risentire di questi agenti ecco, quindi, che il problema si allarga e si sposta da questi piccoli insetti all’uomo… certo non bisogna provocare allarmismo, non c’è ne bisogno ma tuttavia chiedersi cosa possono provocare sulla salute dell’uomo è lecito. La spazzatura è visibile e in un cetro senso “controllabile” (una piccola parentesi per i turisti, NON TUTTA LA CAMPANIA E’ “SOMMERSA” DALLA SPAZZATURA, ma si sa associare Campania = Napoli = spazzatura è semplice) invece i veleni che si usano in agricoltura per quanto controllati restano sempre veleni e possono agire in maniera silenziosa e senza clamore. Speriamo che chi di dovere prenda le giuste misure perchè, forse, è meglio mangiare una mela un pò bacata che piuttosto mangiarne una bella e lucida che, forse, assomiglia troppo a quella delle fiabe.

– i. bortone –


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