Architettura Rurale

24 aprile 2008

QUI puoi visualizzare qualche immagine di edifici rurali ancora esistenti

Apprezzare la bellezza dell’Architettura Rurale diventa sempre più difficile, le motivazioni hanno varia natura a partire dalla sempre maggiore distrazione con cui osserviamo il mondo che ci circonda, sempre più veloce, fino ad arrivare alle difficoltà che si ha nel trovare ancora “in piedi”, specialmente per chi non ha la fortuna di vivere in un centro che conserva ancora connotazioni rurali, queste strutture che hanno caratterizzato la “storia dell’architettura minore”.
Siamo sempre più attenti alle trasformazioni architettoniche che ci investono, come giusto che sia, tuttavia, dimentichiamo ogni tanto, di fermarci, di scendere dal trano in corsa e di osservare il passato per trarne quegli insegnamenti senza i quali è difficile confrontarsi con il futuro.
L’ Architettura Rurale rappresenta una cultura del costruire ormai scomparsa, un modo di rapportarsi tra costruito umano ed ambiente naturale che andrebbe recuperato e, proprio nell’ottica della salvaguardia del paesaggio naturale, tali sistemi insediativi ci mostrano come Architettura e paesaggio possano raggiungere alti livelli di integrazione.
È importante, oggi, salvaguardare queste emergenze architettoniche che sono alla base del costruire moderno, ideale, anche se spesso non possibile, sarebbe per il loro recupero riproporre le tecnologie costruttive con cui sono stati realizzati.
Le Architetture Rurali fanno ormai parte del nostro bagaglio culturale, ed hanno raggiunto un così alto livello di integrazione ambientale che, a volte, diventa difficile immaginare un paesaggio senza l’edificio rurale ad esso associato.

– i. bortone –

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Il Fiume Mingardo

17 aprile 2008

Tra le numerose bellezze paesaggistiche che si trovano nel Cilento, volevo segnalare il Fiume “Mingardo” e la relativa gola in cui scorre. Gli appassionati del trekking certamente non potranno non percorrere i sentieri che costeggiano il Fiume ma consiglio a tutti di fare una passeggiata in questo luogo che certamente per la sua bellezza vi lascerà stupiti. Se non conoscete la gola del Mingardo e vorreste guardare qualche particolare prima di “mettervi in cammino” QUI potete trovare qualche scatto che ho realizzato. Il rumore di qualche auto che passa lungo la vicina strada, rompe a tratti il silenzio, tuttavia questo non disturba in particolar modo anzi accentua i periodi di quiete ed il suono dello scorrere lento del Fiume. Per chi si reca in questo luogo non può mancare di visitare il vicino Borgo di San Severino di Centola, ormai spopolato ma affascinante sia per la posizione in cui si trova che per la storia che ancora si respira percorrendo i suoi vicoli… ma di questo Borgo parlerò in un altro post.

– i. bortone –


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